Ingannato, sorseggio un succo amaro.

In una bancarella di vecchi libri a Bologna ho trovato ieri un’edizione della Gerusalemme liberata e non ho resistito all’offerta: 5 euro!
Rilegatura rigida, carta usomano avorio, stampa perfetta. Non ho mai letto per intero la Gerusalemme liberata, ne possiedo un esemplare nella versione degli Elzeviri della Hoepli, ma il formato non mi ha mai invogliato alla lettura (e sicuramente anche il poco tempo di cui dispongo ha influito sulla mia mancanza). Tornato a casa ho riaperto il nuovo acquisto con soddisfazione pensando che probabilmente sarà la volta buona. Nonostante stia leggendo tre cose in contemporanea e abbia altri tre volumi in attesa sul comodino (senza contare quelli che aspetto da IBS), sono fiducioso.
Purtroppo però non sono riuscito a giungere alla fine della terza ottava prima di trovare un’amara sorpresa:
Succhi amari, ingannato, intanto ci beve,
Infastidito (forse terrorizzato) mi sono chiesto dove fosse finito l’endecasillabo! La minuscola edizione Hoepli, consultata in preda al panico, ha subito svelato l’arcano. Il verso uscito dalla penna del Tasso suona così: “succhi amari, ingannato, intanto ei beve”.
Scopro così già alla prima pagina di aver buttato 5 euro. E, per un importo così modesto, non sarebbe niente di tragico. La cosa peggiore è l’amarezza di riscontrare ancora una volta la sciatteria che contraddistingue spesso la cura del testo nelle pubblicazioni. Qui sicuramente il problema nasce dall’adozione della tecnologia OCR (optical character recognition): in pratica si fa la scansione di un testo già stampato e se ne ricava un testo editabile, invece che una semplice immagine. Così l’editore risparmia il tempo della battitura. Il problema è che a volte lo scanner confonde i caratteri che si assomigliano e così, in questo caso, ha preso una ‘e’ per una ‘c’.
Ma il vero problema è che non segue poi un adeguato controllo del testo. Ora, io mi chiedo, cosa c’è in un libro di più importante delle parole? Il tipo di carta? La copertina? Il prezzo?
Che competenze deve avere un editore? Se decide di pubblicare un libro scritto in ottave di endecasillabi non si suppone che i revisori del testo si accorgano subito di una sillaba eccedente? E il fatto che si tratta di uno dei testi più noti della nostra letteratura non dovrebbe tener desta l’attenzione?
Ma la vera domanda è: perché solo un prezzo speciale mi ha convinto a tentare finalmente la lettura integrale della Gerusalemme liberata?
Ecco perché il succo è così amaro.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*